INIZIATIVE CONTRO I TRENI DELLA GUERRA TRA IL 23 E IL 29 MARZO
Pubblichiamo di seguito i resoconti di alcune delle iniziative attivate in varie località in risposta all’appello lanciato dall’Assemblea Antimilitarista per una settimana di agitazione – dal 23 al 29 marzo – contro la logistica di guerra e la militarizzazione dei trasporti ferroviari (vedi U.N. n.9). Perché la guerra viaggia anche sui binari. Opponiamoci al trasporto di armi. Opponiamoci alla militarizzazione delle ferrovie e alla logistica di guerra
LIVORNO
Il 25 marzo alle 12 si è tenuto alla stazione di Livorno Centrale il presidio organizzato dal Coordinamento antimilitarista livornese contro la logistica di guerra in ferrovia. Presenti alcune decine di persone che hanno distribuito 500 copie del volantino che accoglieva l’appello dell’assemblea antimilitarista sui temi della crescente spesa europea per la militarizzazione del trasporto e infrastruttura ferroviaria, sui conseguenti tagli sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro sempre peggiori in ferrovia. Sono quindi stati esposti uno striscione del coordinamento “TRENI PASSEGGERI E PENDOLARI – NO TRASPORTI MILITARI” e lo striscione del collettivo “FERROVIERIE/I CONTRO LA GUERRA” Come Coordinamento siamo stati intervistati dalla stampa locale e l’interesse generale per l’iniziativa è stato giudicato positivo anche in prospettiva, per la costruzione di un movimento di massa unitario ed autonomo, che faccia capire al governo che non siamo disposti a rassegnarci ai loro piani militaristi ed autoritari.
Sosteniamo una circolazione ferroviaria civile e sicura.
Contrastiamo l’uso della rete ferroviaria a scopo bellico.
La guerra parte anche da qui, fermiamola!
Coordinamento Antimilitarista Livornese
PALERMO
Come Assemblea No Guerra di Palermo, anche noi qui in Sicilia ed in particolare a Palermo abbiamo risposto all’appello dell’Assemblea Antimilitarista, mettendo in atto nella giornata del 25 marzo un flash mob contro la logistica di guerra davanti alla stazione ferroviaria di Palermo Notarbartolo, importante nodo del trasporto su rotaia in città.
È stato aperto uno striscione che portava la scritta “Contro il riarmo e le infrastrutture logistiche militari”, che ha suscitato un vivo e interesse da parte degli innumerevoli cittadini transitanti, ai quali è stato sottolineato l’impatto devastante del traffico di armi su ferrovia.
Ci siamo riproposti come antimilitaristi di ritornare nelle principali stazioni cittadine con volantinaggi contro la guerra.
Antonio Rampolla
NAPOLI
Nell’ambito della settimana di mobilitazione indetta dall’assemblea antimilitarista, il Gruppo AnarcoComunista “Francesco Mastrogiovanni” di Napoli della Federazione Anarchica Italiana, dopo aver partecipato con alcuni compagni al corteo contro la guerra del 27 marzo a Roma, ha organizzato la domenica successiva una mostra-volantinaggio nel quartiere napoletano di Bagnoli, in piena zona flegrea dove il gruppo è attivo da tempo, che è stata fatta a cavallo tra la fermata della ferrovia cumana, la piazza più frequentata del quartiere e il mercatino ortofrutticolo domenicale. Sono stati dati 500 volantini, la mostra è stata letta da parecchie persone, con un buon numero si è riusciti ad interagire in maniera interessante.
Gruppo Anarcocomunista “Francesco Mastrogiovanni”-FAI Napoli
TRIESTE
Venerdì 27 marzo come Gruppo Anarchico Germinal abbiamo fatto un volantinaggio davanti alla stazione dei treni di Trieste.
La stazione di Trieste è una stazione di termine, ma le ferrovie della regione sono implicate nella nuova tratta che collega la Toscana verso il confine orientale e quindi, pur non avendo Trieste un ruolo logistico significativo, rientra comunque come regione nell’ammodernamento del circuito militare di movimentazione degli armamenti. A Trieste, nella giornata del venerdì, la stazione è frequentata soprattutto da studenti pendolari settimanali, molti dei quali ritornano verso le province di Udine e Pordenone; a loro e ai pendolari giornalieri era in particolare rivolto il nostro volantinaggio, ma siamo riusciti ad intercettare anche le persone che utilizzano la vicina stazione degli autobus e qualche addetto delle ferrovie. I compagni e le compagne presenti sono state identificate dalla Polfer che ha chiesto se il volantino fosse collegato al blocco del treno di armi avvenuto a Pisa poco tempo fa.
Germinal Trieste
TORINO
Antimilitaristi a Porta Susa contro i treni di guerra.
Le ferrovie sono sempre più al servizio della guerra. Un fiume di soldi pubblici sono stati destinati all’ammodernamento delle linee per i trasporti militari.
Sabato 28 marzo, nell’ambito della settimana di informazione e lotta lanciata dall’Assemblea Antimilitarista, a Torino si è tenuto un presidio alla stazione di Porta Susa. La polizia in antisommossa si è schierata per impedire l’accesso ai binari. Lo striscione “No ai treni di guerra” è stato comunque appeso sopra l’ingresso. All’iniziativa c’è stata una partecipazione ampia e variegata.
Musica, volantinaggio e interventi hanno catalizzato l’attenzione di passanti e viaggiatori, che si sono fermati a lungo durante i diversi interventi, che hanno messo in luce come in questi anni il trasporto ferroviario sia diventato sempre più pericoloso, perché i tagli del personale e l’esternalizzazione dei lavori di manutenzione espongono chi lavora e chi viaggia a rischi enormi.
Da Viareggio a Brandizzo si allunga l’elenco delle stragi. Non sono incidenti, ma omicidi, i cui responsabili siedono nei consigli di amministrazione delle ferrovie e sui banchi dei governi.
Con i nuovi investimenti nella logistica di guerra, le ferrovie, possibile obiettivo di droni e bombardamenti, diventeranno sempre più pericolose. Grazie al dual use, doppio uso civile e militare, treni pieni di munizioni e carri armati viaggiano accanto ai treni passeggeri.
I soldi sprecati per la logistica militare potrebbero essere impiegati per rendere più comodi e sicuri i treni che prendiamo ogni giorno per andare a lavorare e a studiare.
La terza guerra mondiale è ormai in corso. Le basi militari in territorio italiano sono snodi fondamentali per la logistica e l’intelligence delle guerre che, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iran al Libano stanno incendiando aree sempre più estese del mondo a noi vicino. L’industria bellica è in rapida espansione, grazie ai programmi di riarmo che investono ampie aree del pianeta.
Ogni intervento ha sottolineato l’importanza e l’urgenza dell’informazione e dell’azione diretta contro la guerra e chi la arma. Non possiamo stare a guardare. Non possiamo accettare che la guerra diventi un’opzione tra le altre.
Le basi delle guerre sono a due passi dalle nostre case. Dipende da noi gettare sabbia e non olio nella macchina militarista. Se permettiamo che un treno carico di armi passi in mezzo alle nostre case siamo complici dell’omicidio di uomini, donne e bambini uccisi da quelle armi.
Un giorno qualcuno a noi caro potrebbe morire se quel treno avesse un incidente.
La giornata si è conclusa con l’impegno a continuare a monitorare i trasporti militari, la produzione bellica, il cantiere della Città dell’Aerospazio.
La guerra è già qui. Fermarla è possibile. Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.
Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra.
Assemblea Antimilitarista – Torino antimilitarista.to@gmail.com
Riportiamo qui anche il resoconto dell’iniziativa che si è tenuta a La Spezia, che ha avuto un percorso specifico ma che riguardava gli stessi temi e si e svolta nello stesso spirito delle iniziative organizzate nel quadro della campagna della assemblea antimilitarista.
LA SPEZIA
All’interno delle mobilitazioni su questo tema il 18 marzo c’è stato anche un presidio a La Spezia organizzato dal Coordinamento restiamo umani-Riconvertiamo Seafuture e Ferrovieri contro la guerra al quale hanno partecipato attivamente compagn* antimilitarist*.